Il cancro del carcinoma della prostata

La nuova classificazione della gravità del tumore della prostata

Infiammazione della prostata assegnazione

Il carcinoma della prostata ancora continua ad essere la più comune neoplasia nel sesso maschile. Viene diagnosticato ad uno su sei uomini nell'arco della vita. Uno su trenta muore. La mortalità per questo tipo di neoplasia nel tempo è andata a diminuire perché attraverso lo screening è possibile identificare anche carcinomi prostatici in una fase più precoce.

Sicuramente lo screening aiuta a ridurre la mortalità. Al di sotto dei 50 anni è raro. Aumenta con l'età. In realtà l'incidenza, se poi si considerano anche le forme asintomatiche, è molto più alta. Studi autoptici, infatti, evidenziano che spesso molti pazienti hanno delle neoplasie occulte e muoiono poi per altre cause.

Ciononostante, la neoplasia il cancro del carcinoma della prostata piuttosto frequente. Il vantaggio rispetto ad altre neoplasie è che il carcinoma della prostata ha una storia clinica abbastanza lunga.

L'incidenza varia in base alle zone geografiche, questo probabilmente per fattori genetici ed ambientali. Da dove origina il carcinoma prostatico? Esiste anche un carcinoma prostatico di tipo duttaleche origina dai dotti, ma è molto meno frequente. Le cellule neoplastiche rimangono tutto sommato differenziate. Di conseguenza, le cellule neoplastiche continuano a produrre PSA. Le cellule atipiche rimangono anche controllate dalla stimolazione androgenicaper un certo periodo, per cui conservano i recettori per gli androgeni.

Il fatto che il carcinoma prostatico abbia i recettori per gli androgeni è importante in clinica, nel senso che questa caratteristica è fondamentale per la cura stessa della lesione, impiegando farmaci che antagonizzano gli ormoni stessi. Il carcinoma della prostata, nel suo percorso diagnostico, ha una diagnosi pre-operatoria e una diagnosi post-operatoria.

La diagnosi pre-operatoria, quindi quella prima dell'intervento, viene fatta sulle biopsie prostatiche oppure sui frammenti della TURP resezione prostatica trans-uretrale. Per es. Queste informazioni servono all'urologo per decidere anche qual è l'approccio terapeutico da utilizzare.

Ed un'altra cosa da valutare è anche il grado istologico del carcinoma prostatico. In definitiva l'urologo come informazione vuole sapere se c'è l'adenocarcinoma, la sua estensione nei diversi frammenti ed il grading istologico.

Il grading istologico del carcinoma prostatico attualmente rimane il principale fattore prognostico. Un grado basso è correlato ad una prognosi il cancro del carcinoma della prostata un grado alto è correlato ad una prognosi negativa.

Quindi, nonostante il sia l'era della biologia molecolare, ancora il fattore prognostico più importante del carcinoma della prostata è il grading. Come suddetto, la maggior parte dei tumori si localizza nella zona periferica della prostata. Per questo è importante Io screening, perché il carcinoma prostatico, prima di essere sintomatico, va in progressione neoplastica.

Quindi il paziente sintomatico è, nella maggior parte dei casi, è quello che ha già le metastasi ossee. E una neoplasia frequentemente multifocale, per cui ci possono essere più focolai nella stessa ghiandola. Nella prostata normale ci sono delle ghiandole ampie, grandi, costituite da cellule disposte in due strati: più internamente le cellule secretorie e, più esternamente, le cellule basali.

Si possono reperire anche concrezioni calcaree del fluido prostatico, chiamate il cancro del carcinoma della prostata amilaceae, che indicano la benignità della ghiandola. Nel carcinoma prostatico le ghiandole invece diventano piccole. Sono piccole, sono affollate. Si riduce soprattutto la quantità di stroma che si trova tra una ghiandola e l'altra.

Le ghiandole proliferano e quindi diminuisce lo stroma interposto. Si dice che le strutture ghiandolari si dispongono back to back, cioè schiena contro schiena. Diventano affollate e piccole. La più evidente differenza tra un carcinoma e una condizione benigna è la scomparsa il cancro del carcinoma della prostata cellule basali nel carcinoma. Le ghiandole neoplastiche maligne non hanno pili le cellule basali. L'immunoistochimica permette l'evidenziamento delle cellule basali.

Se queste ultime sono presenti, le ghiandole sono ancora benigne. L'immunoistochimica sfrutta la presenza delle citocheratine P, che è negativa se il cancro del carcinoma della prostata tratta di ghiandole neoplastiche maligne. Quindi consente in istologia di discriminare tra le ghiandole neoplastiche maligne e le ghiandole benigne.

Di conseguenza, se si sviluppa la reazione, gli anticorpi diretti contro l'antigene hanno legato il bersaglio, ergo si tratta di cellule epiteliali neoplastiche prostatiche. In genere, nel mapping prostatico, l'urologo fa un prelievo sul tessuto periprostatico e vuole sapere se nel prelievo c'è il cancro oppure no. Perché, se il tessuto extra-prostatico è coinvolto, il valore "T" della stadiazione TNM è più il cancro del carcinoma della prostata.

Ne consegue che l'approccio terapeutico è diverso. Quindi il mapping serve per valutare anche il tipo d'intervento che andrà a fare. Nella diagnosi pre-operatoria, oltre a dare queste informazioni, vanno date anche informazioni sul grading istologico. Cos'è il grading? E il grado di differenziazione.

Che cosa vuol dire? Un tumore che origina da una struttura ghiandolare è ben differenziato se è una ghiandola. E scarsamente differenziato se non è una ghiandola. Quindi, il grado di differenziazione, il grading istologico dice quanto la neoplasia è differenziata. Per fare un'analogia col colon, in il cancro del carcinoma della prostata il grado prima era ben differenziato, moderatamente differenziato e scarsamente differenziato; ora si parla di carcinoma colo-rettale di basso grado o di alto grado.

Comunque indica quanto la neoplasia è differenziata, cioè quanto somiglia all'organo da cui origina. Più una neoplasia è scarsamente differenziata, tanto più è aggressiva. Perché le neoplasie scarsamente differenziate perdono le proprietà epiteliali e quindi tendono a dissociarsi, tendono ad essere più infiltranti.

Tanto meno assomigliano all'epitelio, tanto più saranno aggressive, perché assumono caratteristiche più simili a cellule mesenchimali e quindi hanno più capacità di diffondersi a distanza.

Nella prostata c'è un tipo particolare di grading istologicoche si chiama grado di Gleason o Gleason scoredal nome di chi per primo ha individuato questo tipo di grading. Nel il Dr. Gleason, appunto, sviluppa un sistema di gradazione. Contava 5 pattern di crescita che venivano sommati per ottenere un score Si fa uno score di Gleason combinato, perché si sommano due punteggi da 1 a 5.

Questo perché il carcinoma prostatico si il cancro del carcinoma della prostata spesso eterogeneo. Si parte considerendo la parte più rappresentata ed a seguire, quella meno rappresentata. Non viene messo il punteggio totale ma la somma dei due addendi: il primo numero corrisponde alla componente di tumore più rappresentata e il secondo quella meno rappresentata.

I numeri non sono disposi a caso, sono disposti con una logica. Rispetto agli altri sistemi, il grading di Gleason è articolato in cinque gradi. Quindi c'è un punteggio da 1 a 5. Il il cancro del carcinoma della prostata 1 corrisponde al tumore più differenziato, il grado 5 il tumore meno differenziato. In totale il grading ha un punteggio da 2 a Se il tumore è tutto omogeneo, la somma è uguale.

Anche se il grading va da 1 a 5di fatto il grado 1 ed il grado 2 praticamente non esistono perché corrispondono forse più ad alterazioni benigne che maligne, e perché grado 1 e grado 2 sono neoplasie circoscritte e non infiltrano le ghiandole adiacenti. Per cui le indicazioni della Società di Uropatologia Internazionale, suggeriscono di non assegnare mai grado 1 e grado 2, perché sono virtualmente inesistenti.

Quindi il valore minimo dello score parte da 6. Perché è importante il grading? Perché ha una correlazione molto stretta con lo stadio TNM e con la sopravvivenza.

Neoplasie che hanno uno stadio più avanzato, spesso hanno un grading più alto. Quindi è il principale fattore prognostico del carcinoma prostatico. La stadiazione secondo il grading viene tenuta anche molto in considerazione per la terapia. Perché il rischio che poi i pazienti abbiano una prognosi avversa, è abbastanza basso. Quindi il grading è il fattore prognostico più importante. Cioè è quello che più dice come il tumore si evolve. Mentre 6 è il punteggio più basso, 10 è il punteggio più alto.

Nel 4 non c'è più lo stroma interpostoquindi le ghiandole sono fuse, invece nel 3 c'è ancora un minimo di matrice interstiziale. E nel 5 non ci sono più strutture ghiandolari. Quindi nel 3 le ghiandole assomigliano molto alle strutture fisiologiche, le neoplasie sono ancora costituite da strutture ghiandolari, per cui la neoplasia è più differenziata.

Nel 5 il cancro del carcinoma della prostata ghiandole non ci sono più, non c'è più differenziazione ghiandolare, per cui si tratta di neoplasie molto indifferenziate. Un carcinoma che ha uno score tra 8 e 10 recidiva molto più frequentemente dopo la terapia rispetto ad una neoplasie che ha uno score 6. Quindi lo score 6 viene dato come di basso il cancro del carcinoma della prostata clinico per il paziente rispetto ad uno score Comunque che la biopsia non fa vedere tutta la ghiandola, per cui spesso la neoplasia viene sottograduata nella biopsia.

Magari viene attribuito il grado 6, ma l'attribuzione non esclude che all'interno della prostata ci sia uno score Ancora una volta, ergo, la biopsia si dimostra come rappresentazione sommaria della realtà.

Perché successivamente nel pezzo chirurgico vi possono essere anche cose diverse ri-spetto a quelle rilevate nella precedente biopsia. In conclusione, il cancro del carcinoma della prostata grading di Gleason è predittivo della probabilità di diffusione extrapro-statica con ripercussione sulla curabilità della neoplasia.