Lo standard di cura per il cancro alla prostata

Medicina Facile - Diagnosi e cura del tumore alla prostata in forma avanzata

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La radioterapia è una terapia medica consistente nell'utilizzo di radiazioni ionizzanti. È prassi comune combinare la radioterapia con la chirurgiacon la chemioterapiacon l' ormonoterapia e l' immunoterapia. Lo scopo esatto del trattamento curativo-radicale, adiuvante, neoadiuvante, terapeutico o palliativo dipenderà dal tipo di tumore, dalla posizione e stadiononché dalla salute generale del paziente.

Le radiazioni ionizzanti utilizzate in radioterapia sono in grado di danneggiare il DNA del tessuto bersaglio. Le cellule tumorali sono, in genere, scarsamente capaci di riparare i propri danni e quindi vanno incontro a morte cellulare per apoptosi.

Oltre al tumore stesso, i campi di radiazione possono comprendere anche i linfonodi drenanti se sono clinicamente o radiologicamente coinvolti con il tumore, o se si ritiene che possa esserci un rischio di diffusione maligna. È necessario includere un margine di tessuto sano circostante il tumore per consentire le incertezze dovute al posizionamento e al movimento interno degli organi.

L' irradiazione corporea totale TBI è una tecnica radioterapica utilizzata per preparare il corpo per ricevere un trapianto di midollo osseo.

La brachiterapiain cui una sorgente di radiazione è posizionata all'interno o vicino alla zona da trattare, è un'altra forma di radioterapia che minimizza l'esposizione del tessuto sano durante le procedure per curare i tumori della mammellaprostata e altri organi. La medicina utilizza la radioterapia come trattamento per il lo standard di cura per il cancro alla prostata da più di anni, con le sue prime radici tracciate dalla scoperta dei raggi X nel da Wilhelm Röntgen [2].

Emil Grubbe di Chicago è stato forse il primo medico statunitense ad utilizzare raggi x per curare lo standard di cura per il cancro alla prostata cancro, a partire dal [3]. In questo modo ha inizio una nuova era nel trattamento medico e della ricerca [2]. Uno dei primi congressi di elettrologia e radiologia medica fu quello svoltosi in Italia nel Infine, gli acceleratori lineari medici sono stati utilizzati come sorgenti di radiazioni dalla fine del Con l'invenzione di Godfrey Hounsfield della tomografia computerizzata CT nella progettazione tridimensionale è diventata una possibilità e ha creato un passaggio da 2D a 3D per la distribuzione della radiazione.

La pianificazione basata sulla CT permette ai medici di determinare con maggiore precisione la distribuzione della dose di radiazione, utilizzando immagini tomografiche assiali dell'anatomia del paziente. Le unità di ortovoltaggio e di cobalto sono state in gran parte sostituite da acceleratori lineari a megavoltaggio. L'avvento di nuove tecnologie della diagnostica per immagini, comprese la risonanza magnetica MRI nel e la tomografia ad emissione di positroni PET nelhanno portato il trattamento dalla radioterapia conformazionale tridimensionale 3D alla radioterapia a intensità modulata IMRTalla radioterapia guidata dalle immagini IGRT e alla tomoterapia.

Questi progressi che hanno permesso agli oncologi di radiazione di vedere e colpire meglio i tumori, hanno portato a migliori risultati nel trattamento, con una maggiore conservazione dell'organo e meno effetti collaterali [5]. Si calcola che circa pazienti all'anno ogni Si tratta di una pratica medica decisamente consolidata e di comprovata efficacia, ma che ha controindicazioni nei potenziali pericoli dovuti all'impiego delle stesse radiazioni ionizzanti, nei possibili danni da radiazioni e nella probabilità che le stesse inducano l'insorgenza di secondi tumori.

La radiazione corporea totale Total Body Irradiation - TBIè l'irradiazione totale e simultanea del corpo in una o più frazioni utilizzando fasci di fotoni ad alta energia. Consiste in una particolare tecnica radioterapica utilizzata per preparare il paziente a ricevere un trapianto di midollo osseo TMO o BMT. Nello specifico le finalità di questo trattamento sono due: sopprimere il sistema immunitario per prevenire il rigetto del midollo del donatore familiare o non familiare, eradicare le cellule neoplastiche che residuano ai trattamenti chemioterapici.

Si tratta di una terapia impiegata nel caso di neoplasie cutanee diffuse o in pazienti affetti da micosi fungoide. Esiste anche una radioterapia non oncologicaimpiegata nel trattamento di situazioni non oncologiche presenti più frequentemente, ma non esclusivamente, in Geriatria.

La radioterapia si basa sul principio d'indirizzare la radiazione ionizzante sulle cellule cancerogene per danneggiarne il DNA. Mentre le cellule sane dispongono di meccanismi atti a riparare i danni che possono avvenire sul loro DNA, le cellule cancerogene dispongono di meccanismi molto meno efficienti, per cui un danno è più facilmente letale per questo tipo di cellula.

Le radiazioni ionizzanti generano nelle cellule radicali liberiche danneggiano il patrimonio genetico della cellula ospite non in grado di opporvisi. La lo standard di cura per il cancro alla prostata limitazione nell'uso di questa tecnica consiste nel fatto che le cellule di tumori solidi risultano essere in debito di ossigeno ipossia e questo le rende tanto più resistenti alle radiazioni quanto minore è la presenza di ossigeno. Tale effetto è più marcato nelle radiazioni a bassa energia linear energy transfer elevatotanto che in presenza di ossigeno l'efficacia biologica di tali radiazioni è aumentata di 3 volte.

Sono in sperimentazione tecniche per aumentare l'ossigenazione in fase di trattamento radioterapico, o diminuire l'ossigeno nei tessuti sani antistanti i tumori per limitarne il danno biologico.

La radioterapia è principalmente indicata per il trattamento di neoplasie. In misura minore, viene usata per patologie non tumorali che si giovano dagli effetti indotti dalle radiazioni, come nel caso di esoftalmo endocrino, nella prevenzione dei cheloidi, nella prevenzione delle ossificazioni eterotopiche o come nel trattamento di malformazioni artero-venose intracraniche. Nel trattamento dei tumori, la radioterapia si prefigge di ottenere la totale distruzione di una neoplasia, senza indurre alterazioni gravi e irreversibili ai tessuti circostanti.

Circa non gli effetti non terapeutici, ma i possibili legami causa-effetto fra la radiazione ionizzante e cancro, utile visionare gli effetti collaterali e la sezione radioprotezione.

Fra le procedure programmate sulle macchine di radioterapia vi sono la taratura dei sistemi dosimetrici e la calibrazione dei fasci di terapia. La prima fase della procedura relativa al paziente consiste invece in un suo gradevole posizionamento e negli accorgimenti atti a mantenere la riproducibilità di appositi e comodi accessori di lo standard di cura per il cancro alla prostata.

Dette apparecchiature per lo standard di cura per il cancro alla prostata e contenzione del paziente sono solitamente site nell'area cosiddetta "di simulazione". Le principali tecniche radioterapiche tranne che per IORT, curieterapia e radioterapia metabolicaper essere eseguite, necessitano di sistemi di localizzazione e controllo, ottenuti con pellicole fotografiche che registrano il posizionamento prima o durante il trattamento "radiotherapy localization and verification".

I tipi di 'portal radiograph' appropriate pellicole inserite in apposite cassette sono differenti: le 'localization', quando l'immagine è acquisita mediante una pellicola 'veloce' esposta per pochi secondi prima di effettuare il trattamento radiografia di localizzazione ; le verificationquando l'immagine è acquisita da una pellicola "lenta" esposta al fascio radiante per tutta la durata della seduta radiografia di verifica.

Da ricordare le portal radiograph "a doppia esposizione" quando l'immagine è acquisita da una pellicola 'veloce' sottoposta a due esposizioni sequenziali di cui la prima corrisponde al campo trattato mentre la seconda a un campo più ampio del primo; lo standard di cura per il cancro alla prostata con esposizione di pochi secondi hanno la funzione di rendere fattibile in modo semplice il confronto tra il campo di trattamento e le strutture anatomiche vicine.

La radioterapia esterna a fascio collimato si fonda sull'utilizzo di un fascio di radiazioni prodotte da sorgenti situate all'esterno del paziente e viene utilizzata sia con radiazioni fotoniche sia con l'utilizzo di elettroni veloci. Gli elettroni hanno una modalità di diffusione della dose differente da quella dei raggi X, poiché data la massima dose ad una profondità che dipende dalla loro energia, la dose va poi molto velocemente a pressoché zero e dunque vengono utilizzati per irradiare tessuti più superficiali, risparmiando quelli più profondi.

Se si escludono la TBI e la meno frequente TSEBI, considerando le diverse tecniche impiegate per il numero dei pazienti, e circa tre "campi" per paziente, il tempo medio di trattamento per paziente, inteso come la durata di permanenza nel "bunker" sempre sotto osservazione "visiva-televisiva" e con continua possibilità dello 'scambiarsi comunicazioni'è di 15 minuti e comunque non inferiore ai 10 minuti. I giorni totali dei trattamenti più frequenti sono: 1, 5, 10, 13, 15, 18, 23, 25, 27, 30, 35, 38; per trattamenti palliativi e radicali.

Protoni, neutroni e ioni carbonio vengono invece impiegati per l'adroterapia. Il nome adroterapia deriva da terapia adronicasi tratta di una terapia che utilizza fasci di adroniparticelle caratterizzate dall' interazione forte.

Il vantaggio del loro utilizzo consiste nella capacità di depositare alte dosi di radiazioni nel tumore limitando al massimo le dosi agli organi critici, anche quando questi si trovano molto vicini al 'bersaglio'. Prevede l'utilizzo di un ciclotrone per accelerare le particelle a velocità elevate, impossibili da raggiungere con acceleratori di tipo lineare.

Gli ioni di carbonio utilizzati hanno una efficacia biologica superiore ai raggi X ed anche ai protoni. Gli isotopi maggiormente usati sono: iridioiodiostronzio 89, cesiopalladiooro Da menzionare anche tecniche di radioembolizzazione e la radioterapia recettoriale ad esempio con ittrio L'intensità di dose, definita come la dose ricevuta nell'unità di tempo, è chiamata meglio tasso di dose [9] ; in ogni caso assume importanza notevole, rispetto alla maggioranza dei trattamenti, il frazionamento.

Il trattamento radiante esterno è infatti abitualmente non continuo, ma frazionato e viene eseguito seguendo due principali schemi di frazionamento o somministrazione della dose:. A tasso e frazionamento di dose, volume irradiato e dose totale erogata sono lo standard di cura per il cancro alla prostata parte correlabili la tossicità e controllo locale dei trattamenti radioterapici con ottimizzazione dosimetrica e radiobiologica. Il metodo di somministrare dosi piccole e frequenti è utilizzato specie quando utile a permettere alle cellule e ai tessuti sani di riparare i danni indotti dalle radiazioni, senza alterare l'efficacia sul tumore.

La radioterapia, come del resto la farmacoterapia, ha ovviamente effetti biologici e la dose totale, erogata ed assorbita, è importante anche in relazione al frazionamento scelto che si correla al concetto di dose somministrata nel tempo.

Il frazionamento come già espresso è suddivisibile in convenzionale e ipofrazionato non più di una frazione al giorno ed iperfrazionato più di una frazione al giorno. Nei casi di trattamenti radicali in cui si vuole eradicare il tumorela dose totale tipica fornita ai tumori epiteliali solidi varia dai lo standard di cura per il cancro alla prostata Gray Gy o più; per i linfomi le dosi sono comprese fra ,5 e 45 Gy. Spesso la radioterapiasenza chemioterapia oppure integrata alla chemioterapia radiochemioterapiava inquadrata secondo altre terapie: o come trattamento "singolo" o come trattamento precauzionale di "consolidamento post chemio" nei linfomi, oppure, nei tumori 'solidi', come trattamento quando inoperabili, es.

La radioterapia è in grado anche di consentire la conservazione o la preservazione d'organo oppure una minor mutilazione d'organo. Oltre che con la chirurgiamolto spesso la radioterapia viene associata a trattamenti di chemioterapia con antineoplastici. In questi ultimi anni, si sta inoltre affermando come valida associazione alla radioterapia, il trattamento di ipertermia oncologica.

Tale terapia, riconosciuta dal sistema sanitario nazionale italiano codice prontuario La radioterapia viene anche combinata con immunoterapia e con terapia con anticorpi monoclonali. La radiobiologia è una branca delle scienze bio-mediche, che studia gli effetti provocati dalle radiazioni quando esse interagiscono con un sistema biologico sole, od in associazione.

Essa ha diversi campi applicativi, lo standard di cura per il cancro alla prostata all'impiego delle radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, quali la vecchia radioterapia non oncologica, la radioprotezionistica, l'imaging, e lo standard di cura per il cancro alla prostata l' oncologia clinico-radioterapeutica e radiochemioterapica.

Per la valutazione delle radiazioni ionizzanti l'unità di misura più utilizzata è il graycioè la dose di energia assorbita per unità di massa.

Qui l'unità di misura è il Sievert Sv. La dose equivalente viene calcolata moltiplicando la dose assorbita per un fattore di peso che dipende dal tipo di radiazione. La dose efficace rappresenta la sommatoria lo standard di cura per il cancro alla prostata dosi equivalenti; sommatoria moltiplicata per un fattore di ponderazione tissutale, ovvero per pesi relativi ai vari organi e tessuti; questi ultimi pesi tengono conto della diversa sensibilità alle radiazioni degli organi e dei tessuti irradiati.

La radioterapia è un metodo di cura praticamente indolore di per sé. Nei casi in cui vengano utilizzati trattamenti palliativi risulta inoltre avere anche effetti collaterali minimi ad esempio, modeste irritazioni cutanee della zona 'bombardata'. Nei casi in cui invece vengano utilizzati trattamenti radicali si possono indurre vari tipi di effetti collaterali che si manifestano durante o nelle settimane successive il trattamento stesso effetti collaterali di tipo precoce oppure nei mesi o anni direttamente successivi al trattamento effetti collaterali di tipo tardivo.

Uno di questi effetti collaterali è la fibrosiun lo standard di cura per il cancro alla prostata dei tessuti e delle ghiandole linfatiche nella zona sottoposta a trattamento radiante. La natura degli effetti collaterali dipende dall'organo trattato, da frazionamento, tasso di dose, tempo totale di trattamento, intervalli nel trattamento, volume irradiato, tipo di tecnica utilizzata.

Una volta escluse grazie ad apposite e rigorose procedure osservazionali e preventive le possibilità di incidenti, uno degli obiettivi principali della moderna radioterapia è quello di ridurre al minimo gli effetti collaterali, e di aiutare i pazienti a capire e accettare quegli effetti collaterali che non sono eliminabili.

Gli effetti collaterali si dividono in acuti e cronici; vi sono state nel tempo diverse definizioni, da diversi autori, circa quando definire acuti o cronici gli effetti collaterali. Si sono definite complicanze immediate quelle entro il primo giorno; danni acuti quelli a partire dal primo giorno successivo all'inizio del trattamento e fino a giorni; danni tardivi o cronici quelli dopo giorni.

Effetti collaterali tardivi o cronici sono stati definiti da altri quelli che si verificavano dopo 90 giorni dall'inizio del trattamento ed ancora quelli comparsi 90 giorni dopo la fine del trattamento o quelli non guariti entro 90 giorni dalla fine del trattamento.

Molti effetti collaterali sono previsti ed attesi. Questi effetti possono risultare anche minimi, e dipendono dal tessuto che riceve il trattamento:. Altri progetti. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Questa voce o sezione sugli argomenti lo standard di cura per il cancro alla prostata mediche e oncologia non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. Puoi migliorare questa voce aggiungendo lo standard di cura per il cancro alla prostata da fonti attendibili secondo le linee guida sull'uso delle fonti.

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