Cibo nei tumori della prostata

Cancro alla Prostata: Sintomi, Cause e Trattamenti

Dispositivo di prostatite in Mosca

I centri oncologici di Milano si sono mossi già da tempo e sono quelli più attivi in Italia in questo campo, soprattutto con studi ben fatti nella prevenzione delle recidive di cancro della mammella. Ogni giorno nel nostro corpo muoiono circa 70 milioni di cellule e ne nascono altrettante cellule al secondo cibo nei tumori della prostata, per cui il rischio che un giorno nasca una cellula difettosa è reale. Con quali materiali fabbrichiamo 70 milioni di cellule ogni giorno?

E in una vita di 80 anni una persona ingerisce in media dalle 30 alle 60 tonnellate di cibo. Ma questo solo per precisare come il mondo scientifico stia prendendo in considerazione le nostre 60 tonnellate di cibo. Chi vivrà vedrà. Nel mondo occidentale il cancro è diventata una vera emergenza sanitaria. Ogni anno nel mondo 10 milioni di persone sviluppano un tumore 1 ogni 3 secondi e 7 milioni muoiono per cancro 1 ogni 5 secondi. Negli USA vivono 10 milioni di persone affette da tumore e Il rapporto include 10 raccomandazioni basate sui risultati scientifici giudicati convincenti o altamente probabili:.

La sezione del codice sulla nutrizione include le seguenti raccomandazioni per ridurre il rischio di ammalarsi di cancro:. Cosa possiamo fare, in pratica, per modificare il nostro cibo nei tumori della prostata interno ed aiutare anche le terapie oncologiche? Le cellule tumorali consumano 20 volte il glucosio delle cellule normali perché utilizzano la glicolisi aerobia e non la fosforilazione ossidativa.

Ingerendo alimenti ad alto indice glicemico la risposta insulinica è più marcata, aumenta la trasformazione dello zucchero in grassi, aumenta lo stress ossidativo invecchiamento precoceaumenta il rilascio di IGF-1 Insulin-like Growth Factor-1 che ha la proprietà di stimolare la crescita cellulare rischio oncologico.

In parole povere, lo zucchero nutre e fa crescere in fretta i tumori. Per un adulto con BMI medio e fabbisogno energetico di kcal, equivale a g di zucchero, per un bambino di sei anni 20 g fabbisogno cibo nei tumori della prostata di kcal. Basti pensare che una bustina di zucchero ne contiene 5 g, un succo g, una bibita gassata 40 g. Più dolci si mangiano, più vien fame di zucchero. Chi mangia zucchero mangia di più.

Anche a parità di calorie una dieta ricca di zucchero aumenta la pressione arteriosa, la trigliceridemia e la colesterolemia. Naturalmente se il cancro ha bisogno di glucosio, non somministriamo glucosio ai malati di cancro. Inoltre, provocano un aumento della produzione di ormoni sessuali. Sappiamo che le donne che hanno alti livelli di ormoni sessuali sono ad alto rischio di sviluppare un tumore mammario. I fattori di crescita sono indispensabili per la crescita dei bambini e per la riparazione dei tessuti danneggiati da ferite o malattie, ma se cibo nei tumori della prostata in eccesso possono favorire la crescita dei tumori e un rischio più alto di recidive.

Con i tassi di IGF-1 più elevati si corre un rischio sette volte maggiore di contrarre il cancro al seno Hankinson S. Il livello dei fattori di crescita dipende anche dalle abitudini alimentari. Chi ha una dieta ricca di proteine, ha più alti livelli nel sangue di IGF Prudenzialmente è meglio raccomandare di non bere latte alle persone che hanno un tumore. Ci sono dei dati sui tumori della mammella e sui tumori della prostata che dimostrano un aumento del rischio di recidive con il latte.

Il latte di oggi è completamente diverso dal latte di ieri. Quando i tumori sono in stadio avanzato cibo nei tumori della prostata per consumare il corpo, cibo nei tumori della prostata i cibo nei tumori della prostata.

Le proteine animali carne, latte e formaggi inducono la formazione dei fattori di crescita e chi ha questi fattori di crescita più alti, si ammala di più di cancro. Le proteine cibo nei tumori della prostata, rispetto a quelle animali, sono più povere di metionina, un aminoacido essenziale, da cui i tumori sono dipendenti, che stimolerebbe particolarmente la cibo nei tumori della prostata di IGF Le carni conservate contengono già nitrosamine perché sono state trattate, per cui sono ancora più pericolose rispetto alle carni rosse fresche.

Su questo tutti gli studi sono coerenti. Gli studi scientifici finora non hanno stabilito alcun legame tra il consumo di carni bianche vitello, capretto, agnello, maiale, pollo, tacchino, coniglioche sono meno grasse e meno ricche di mioglobina e di ferro eminico, o di pesce e il rischio di sviluppare un tumore.

La carne è ricca anche di grassi saturi e grassi trans e le diete ad alto contenuto di grassi stimolano la produzione di estrogeni, in particolare di estradiolo, che si associa al cancro della mammella. Una delle 10 raccomandazioni dello stesso rapporto è evitare il consumo di carni conservate e ridurre il consumo di carni rosse manzo, cavallo, pecora, anatra, faraona, oca, piccione, struzzo a circa grammi a settimana sostituendole con pasti a base di pesce, uova o proteine vegetali.

Ma il problema delle carni rosse non è solo il cancro. Lo stesso studio ha riscontrato anche un rischio significativo di diabete associate al consumo di proteine animali. Il concetto di rischio di frattura è più pertinente di quello di cibo nei tumori della prostata. Uno stato infiammatorio cronico subclinico è stato associato ad un ampio spettro di malattie degenerative, tra le quali il diabete, la M.

Nello sviluppo delle neoplasie le cellule tumorali secernono messaggi destinati alle cellule infiammatorie circostanti, costringendole a rilasciare in quantità fattori di crescita ed enzimi che permettono alle prime di aprirsi un varco nei tessuti, ma anche a rilasciare fattori proangiogenetici indispensabili alla formazione di un nuovo reticolo di vasi sanguigni VEGF, bFGF, PDGF e HGFsenza il quale il cancro non potrebbe progredire.

Tutti questi fattori in condizioni normali, hanno lo scopo di riparare i tessuti danneggiati, ma possono favorire la crescita di un eventuale microtumore attivando il Fattore Nucleare-kappa B NF-kBche svolge anche un ruolo essenziale nella crescita delle cellule incrementando la produzione di cicloossigenasi-2 COX Sofi; R.

Abbate; G. Gensini; A. Casini, La prima raccomandazione del WCRF è di mantenersi snelli per tutta la vita, di avere la circonferenza vita non più di cm per le donne e cm per gli uomini, a seconda della costituzione. La genetica umana è immutata da Sono stati condotti studi su diverse specie animali vermi, insetti, uccelli, roditori e nel sono stati pubblicati i primi risultati sulle scimmie che hanno confermato gli effetti protettivi della restrizione calorica: meno cancro, meno infarto e niente diabete nelle scimmie che mangiavano meno.

La restrizione calorica, tuttavia, non è sufficiente a ridurre i livelli plasmatici di IGF-1 se non è associata anche a restrizione proteica. Nel mondo di oggi un cittadino su sei diventerà diabetico, uno su due sarà cibo nei tumori della prostata da malattie cardiovascolari, uno su tre si ammalerà di cancro, una donna su sette si ammalerà di cancro al seno.

Troppi zuccheri, troppa carne, troppe proteine, troppi cibi industrialmente raffinati aumentano il rischio di ammalarci. Poi mangiamo molto di più di quanto sia necessario al nostro corpo per mantenersi sano. Bisognerebbe mangiare un terzo di calorie in meno: più calorie, meno salute. Cibi che non esistevano qualche decina di anni fa sono anche i cibi ad alta densità calorica industrialmente raffinati, precotti e preconfezionati, che contengono elevate quantità di zucchero e grassi, quali i cibi comunemente serviti nei fast food.

Per I dolcificanti erano frutta di stagione e miele. Ecco perché è sempre meglio mangiare un frutto piuttosto che berne il succo. Le bevande non ci fanno sentire sazi. Lo diamo anche ai bambini piccoli, il cui concetto di dolce, finché non ne vengono drogati, è quello del latte della mamma.

Per farli crescere più in fretta, ha imposto una dieta di cereali ipercalorici anche a ruminanti che si sono evoluti per brucare solo erba. La carne, il latte e le uova degli animali allevati al pascolo e cresciuti in libertà, che si nutrono di erba e di piante verdi, risultano più sani.

Il cibo derivato da questi animali contiene grassi più salutari più omega-3 e meno omega-6oltre che livelli superiori di vitamine e antiossidanti.

I Centers for Disease Control and Prevention americani hanno schedato diciassette microrganismi resistenti a tutti gli antibiotici, tra cui il temibile Escherichia coli O H7 o E. Anche il latte, che oggi in Occidente è alimento quotidiano, dai più era consumato solo occasionalmente, perché non poteva essere conservato ed era facile veicolo di infezioni.

È stato solo alcuni decenni dopo la scoperta della pastorizzazione, in pratica dopo la prima guerra mondiale, che ha cominciato ad essere distribuito nelle città e consumato tutti i giorni. La cultura medica, giustamente preoccupata per il grave stato di denutrizione che imperversava nelle nostre campagne e nei quartieri popolari delle città nei primi decenni del Novecento, ha avuto un ruolo importante nella promozione del cibo animale, e la disponibilità cibo nei tumori della prostata latte e di carne, insieme al miglioramento delle condizioni igieniche delle abitazioni, ha sicuramente contribuito a migliorare lo stato nutrizionale generale e ad abbassare la vulnerabilità alle malattie infettive tubercolosi, ecc.

Il cibo vegetale è stato soppiantato dal cibo animale e il consumo quotidiano di carni e latticini ha fatto aumentare smisuratamente la nostra dose di proteine. La salute non si ottiene o non si mantiene mangiando continuamente salsicce, salami, carne, patatine fritte, merendine piene di zuccheri, grassi, sale, tutta roba da infarto precoce, ma nutrendosi poco e bene.

Si tratta di fattori che con diversi meccanismi stimolano la proliferazione cellulare. Le prove scientifiche sono talmente solide che non informare e non intervenire sarebbe colpevole. Oggi sappiamo che i tumori solidi, senza essere vascolarizzati, non possono crescere oltre cibo nei tumori della prostata diametro di mm Robbins e Cotran: Le basi patologiche delle malattie.

Patologia Generale. VIII edizioneVol. Per alcuni tipi di tumore colon, mammella, prostata ci cibo nei tumori della prostata circa sei anni per arrivare a un tumore di un millimetro cubo, un microtumore con centinaia di migliaia di cellule, ancora impossibile da rilevare e inoffensivo e anni per arrivare a un tumore di 1 cm di diametro che contiene 1 miliardo di cellule 10 9 e che corrisponde alla massa più piccola individuabile clinicamente.

Le terapie non sono quasi mai risolutive in modo definitivo. A meno di non trovare rapidamente la cura miracolosa, in grado di trasformare il cancro in un semplice raffreddore, la scelta migliore è quella di dedicarci con la massima determinazione alla prevenzione del cancro e delle recidive.

Tutti i fattori di rischio metabolico del cancro, obesità, sindrome metabolica, vita sedentaria, stato infiammatorio, glicemia e insulinemia elevata, alti livelli di fattori di crescita e di ormoni sessuali, sono anche fattori di rischio per lo sviluppo di recidive locali e metastasi. Le lesioni precancerose e i microtumori sfruttano questo ambiente infiammatorio cronico propizio per evolvere verso un tumore maturo.

Sono formazioni inoffensive che possono rimanere allo stato silente per periodi molto lunghi, almeno finché non comincerà la neoangiogenesi tumorale. Il cancro non crea nulla, cibo nei tumori della prostata necessariamente un parassita e, finché si trova in un ambiente ostile, mantiene uno stato fragile.

Riportiamo il nostro equilibrio metabolico a uno stato che renda difficile la vita alle cellule tumorali. Chi non crede che cambiando modo di alimentarsi possa riuscire a cibo nei tumori della prostata il cancro o a rallentarne la progressione, vedrà almeno regredire tutti i sintomi della sindrome metabolica ad uno ad uno.

I cibi di origine animale sono associati a livelli elevati di colesterolo, quelli di origine vegetale a livelli bassi. Noi abbiamo bisogno di mg di sodio al giorno e in 1 cucchiaino, che equivale a 5 grammi di sale, ci sono mg di sodio. Rispettiamo il cibo tradizionale dei popoli, la sua stagionalità, la sua varietà e torniamo, da ricchi, alla cucina povera.

Impariamo da come mangiavano i vecchi, la dieta povera. Nelle Americhe ancora oggi i poveri mangiano tortillas e fagioli neri, in Nord Africa semola di grano il cuscus e ceci, in Africa nera miglio e arachidi, cibo nei tumori della prostata Oriente riso e soia, e anche da noi riso e lenticchie o pasta e fagioli.

Era basata su cereali, prevalentemente pasta di grano duro e pane integrale, legumi, verdure, olio di oliva, frutta di stagione, noci, nocciole, mandorle e altri semi oleaginosi, pesce nei paesi di mare e solo occasionalmente carni e latticini. Quando si macinava il grano a pietra non si potevano produrre le farine super-raffinate di oggi. La dieta mediterranea è stata la nostra alimentazione per migliaia di anni e ci manteneva in buona salute F. Mediterranean diet and health. Biofactors, cibo nei tumori della prostata.

Poi, con lo sviluppo economico, ha perso la sua connotazione. Nella nostra metà del mondo si tratta di troppo cibo, cibo troppo concentrato, troppi cibi industrialmente raffinati, cibi troppo dolci, troppo proteici. Questa facoltà che hanno le cellule di modificare i propri geni è dunque una caratteristica essenziale della vita, senza la quale non saremmo mai venuti alla luce. Il cancro è caratterizzato da una ipometilazione globale con ipermetilazione di geni oncosoppressori.